2007
(6ª Edizione)

locandina

Ricordo di Tony Bregante
Tony Bregante

Le conchiglie di Lino Lasagna
conchiglie

Le “Erbe mediche di Punta Manara” di Paolo Oliveri
erbe mediche

“Il nostro mare al microscopio” di Luigi Ginestroni
microscopio

Il plastico di Riva Ponente di Lino Lasagna
plastico

6ª Mostra Fotografica “Gente di Riva”
a cura di Alba Zolezzi

UN TUFFO NEI RICORDI DI RIVA

Fotografie inedite di Gigi Biancone e altri da fine Ottocento ad oggi
con curiosità locali


Biblioteca di via Caboto in Riva Trigoso
Dal 7 al 15 luglio 2007 dalle ore 18:30 alle ore 23:00

Tuffo alla Nembo Kid di Gianni Valsuani nel mare di Riva Trigoso nel 1968

Sofia… …premiati dal Gruppo Amici di Riva… In cornice… Generazioni ricordano… Madonna del Soccorso Mario Dentone e… Ileana Ferri Giuliano Fossi e… Il pittore Luigi Cagnolari… Roberto, Lino e… fonografi… Luigi Ginestroni con… Mariarosa col nipotino… Sergio Stagnaro

apri in un´altra finestra la galleria completa delle fotografie scattate durante la Mostra
durante

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Il gruppo “Amici di Riva”, dopo la quinta mostra di foto d’epoca rivane, si era già ritrovato a fine 2006 per la mostra di modellismo e disegni navali; in quell’ambito aveva attribuito una targa ricordo a Mario Caffero che, come suggerito da Mario Dentone per la dedica, del disegno tecnico ha fatto arte e vita.

Ma l’appuntamento classico per tutti gli amici rimane quello estivo. 7 Luglio 2007: Un tuffo nei ricordi di Riva!

E sulla locandina il tuffo alla Nembo Kid di Gianni Valsuani fotografato da Gigi Biancone nell’anno 1968.

La sede è sempre quella, il salone della Biblioteca rivana di via Caboto, le fotografie sono quelle come sempre scelte e ritoccate al computer con pazienza nelle sere invernali da Alba.

Sulla parete in fondo il ricordo del giornalista scrittore Tony Bregante: le sue fotografie più belle e alcuni dei giornali degli anni ’50 e ’60 sui quali venivano pubblicati i suoi racconti, gelosamente conservati dalla sorella Mariangela che gentilmente li ha resi disponibili con tutto l’altro materiale.

Sui pannelli disposti in fila a destra fotografie di Riva e di rivani dal 1865 agli anni ’60. C’è lo scoglio dell’Asseü senza il molo, la piazza della Chiesa di San Pietro che continua direttamente nella spiaggia, ci sono le case di Renà successivamente distrutte dai bombardamenti dell’ultima guerra, la stazione, il vecchio capostazione con la moglie e la bellissima figlia primogenita Gianna De Bernardi, e c’è Capitan La Grixia e le processioni e i ragazzi e le ragazze e i bambini di molti anni fa… c’è il carnevale di Arduino Favero e quello di Claudio Albanio, ci sono le scolaresche e le maestre Torielli e Micale e i calciatori (tra i quali Teobaldo Dentone e Jean Castagnola) e i naviganti.

Sulla parete di fronte ancora bellissime foto di Riva e della sua marineria incorniciate in bella mostra.

Non manca l’angolo delle foto di Gigi Biancone, nitidissime dopo 50 anni grazie ai negativi ben conservati delle immagini ottenute con la mitica Zeiss Superikonta.

Infine ci sono alcune foto di vari momenti della vita dei dottori Giacinto Domenichini e Sergio Stagnaro, i medici rivani per eccellenza, festeggiati la sera dell’8 Luglio.

Alba Zolezzi, laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Genova da più di 30 anni, e lo scrittore rivano Mario Dentone sono stati ben lieti di consegnare ai cari medici del paese due targhe ricordo da aggiungere ai tanti riconoscimenti scientifici in loro possesso come segno tangibile, questa volta, di affetto, soltanto affetto, da parte delle persone a cui, grazie alla loro scienza unita alla loro umanità, hanno dato assistenza, comprensione, speranza, consolazione.

Il Dott. Paolo Oliveri, farmacista rivano, in questa occasione ha avuto il piacere di esporre 10 schede delle principali 10 erbe mediche di Punta Manara col nome scientifico ed in dialetto locale e la spiegazione del loro uso tradizionale.

Il vulcanico Giuliano Fossi ha organizzato le manifestazioni collaterali: ogni sera una esposizione diversa!
Fonografi d’epoca, pizzi al tombolo, macramè, i gioielli e le pietre di Katia Garibotto, gli oggetti scolpiti in legno di Vittorio Cassinelli, le conchiglie di Lino Lasagna e il plancton al microscopio di Luigi Ginestroni e i fiori di Elena, fioraia di San Bartolomeo, e le creazioni natalizie di Rosanna Todi e tanti altri.

Durante tutta la durata della mostra è stato esposto il plastico di Riva Ponente anni ’50 costruito da Lino Lasagna e i quadri ad olio e le ardesie e le vignette di Luigi Cagnolari (Gino).

Un angolo speciale tra banchi e lavagna alla maestra Micale, prima insegnante e poi animatrice dell’Associazione locale della terza età.

Tra gli amici sempre presenti la poetessa Danila Olivieri, Lorena e Milva Chichizola, Licia Zolezzi, Richettin, Sergio e Aldina Meirana, il sig. Cardinali, Franco Lena, Nadia e Rita Luceti, Vittorio Tassano, Ileana Ferri, Alessio Bregante, Mariarosa e Giampietro, Antonio col suo cane, Pierlorenzo Castrovinci con la cara Monica e… tutti quelli che ci vogliono bene!

Anche quest’anno tante fotografie del passato sono state consegnate ad Alba che con pazienza le recupererà, le ingrandirà e farà rivivere altri momenti speciali del passato di Riva per la settima mostra, quella del Luglio 2008.

Per concludere due riflessioni.

Il ricordo è un bisogno, la fotografia lo ripresenta vivissimo.

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.”
(Cesare Pavese)

Cosa resta nel cuore dopo quest’altra dolce fatica?
La speranza di aver condiviso qualcosa tra persone che hanno nel loro DNA o che hanno amato le tradizioni dei rivani, gente di mare semplice e dignitosa.
Il desiderio di continuare ancora a raccogliere testimonianze affascinanti ed avventurose.
La certezza di aver gettato un seme per poter avviare un lavoro di conservazione di oggetti e testimonianze sulla storia locale che rimanga per sempre.
La consapevolezza di voler tramandare il passato per realizzare un futuro che non sia vuoto di valori e contenuti.

E… arrivederci compaesani cari, a prestissimo!

 

 

 

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